Una circolare del M.I.T. rivoluziona la custodia degli originali. Ecco cosa devono sapere i diportisti.
Da sempre il sistema italiano prevedeva che gli originali dei documenti riguardanti le unità da diporto iscritte — dichiarazione di conformità dello scafo, certificato o dichiarazione di potenza dei motori entrobordo ed entrofuoribordo — venissero trattenuti dagli uffici di registrazione: le Capitanerie di Porto prima, le agenzie STED dal 2020. Gli unici documenti originali che rimanevano in mano ai proprietari erano le dichiarazioni di potenza dei motori fuoribordo.
Una circolare interna del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’8 agosto 2025, indirizzata a tutti gli sportelli STED abilitati e alle Capitanerie, ha modificato questa prassi.
Per le unità immatricolate o inserite per la prima volta nel registro telematico dopo l’8 agosto 2025, gli originali di scafo e motore — qualunque siano le loro caratteristiche — restano in mano ai proprietari e non vengono più trattenuti dagli STED
L’Italia si allinea all’Europa
Nel resto d’Europa questa prassi era già consolidata. Francia, Belgio, Olanda, Polonia, Slovenia: gli uffici di registrazione non conservavano i documenti originali, ma si accontentavano di scansioni per svolgere le pratiche di immatricolazione.
L’Italia, con il suo sistema di custodia centralizzata, rappresentava un’eccezione.
Cosa significa per i diportisti
Se hai immatricolato la tua barca oppure hai effettuato la pratica di inserimento sul nuovo registro dopo l’8 agosto 2025, quei documenti originali ora sono una tua responsabilità. Conservali con cura, tienili in ordine, sappi dove trovarli.
Chi naviga da qualche anno sa quanto il mercato nautico sia mutevole. Negli ultimi quarant’anni cantieri e produttori di motori hanno aperto, prosperato, poi chiuso. Recuperare documenti originali da aziende che non esistono più non è sempre possibile e potrebbe, nel peggiore degli scenari, compromettere anche la rivendita dell’imbarcazione.
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La burocrazia nautica non è il lato più affascinante della vita in mare, ma conoscerla fa la differenza.
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